Lettere A Colori: Descrizioni di dipinti nella corrispondenza di Dante Gabriel Rossetti
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Nota del Curatore
La traduzione italiana ha cercato di rispettare un criterio di trasposizione “fedele” almeno rispetto alle particolarità stilistiche e linguistiche del poeta artista, il quale, nella fattispecie, adotta diversi registri e costrutti a volte particolarmente complessi, determinati da una scrittura privata e adattata al destinatario della corrispondenza. Gli originali delle lettere sono stati consultati alla British Library sulla recentissima e accuratissima versione della raccolta curata da William Fredeman (The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, Cambridge, DS Brewer, 2002-, 7 vol 1.) É stata rispettata, dunque, la datazione, l'ordine e la punteggiatura di questa versione.
Le immagini poste assieme a ciascuna descrizione rappresentano i loro corrispettivi visuali; vi sono casi in cui queste non equivalgono – anche se solo per piccoli dettagli – e la ragione è data dal fatto che la lettera veniva spesso scritta prima ancora che il dipinto fosse completato.
L’ordine di presentazione segue quello cronologico delle lettere.
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Premessa
W.M. Rossetti@Rossetti, W.M., Dante Gabriel Rossetti: His Family-Letters with a Memoir, London, Ellis, 1895, p. xii.
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La questione del double work of art@Per un approfondimento delle questioni relative alle “opere doppie” di Rossetti si rimanda ai già citati lavori di Jerome McGann (2000), autore dell’importantissimo archivio on-line interamente dedicato a Rossetti (The Rossetti Archive) di cui si consiglia la navigazione della sezione Double Works; allo studio di David Riede (1883), citato più volte; alla raccolta di saggi dedicati esplicitamente alle opere doppie di Rossetti e curata da Maryan Wynn Ainsworth (Dante Gabriel Rossetti and the Double Work of Art, New Haven, CT, Yale University Gallery, 1976); a svariati articoli pubblicati in influenti riviste come Victorian Poetry (Miller,-J.-Hillis, The Mirror's Secret: Dante Gabriel Rossetti's Double Work of Art, 29, 4, (1991 Winter) pp. 333-49; Golden, C., Dante Gabriel Rossetti's Two-Sided Art, 26, 4 (1988 Winter), pp. 395-402; Goldberg, G. L., Rossetti's Sonnet 'On a Virgin and Child by Hans Memling’: Considering a Counterpart, 24 (Winter 1986), pp. 229-243; Leggett, B., A Picture and its Poem by Dante Gabriel Rossetti, 11 (1973), pp. 241-246); In ambito italiano, vale la pena citare gli studi di Praz M., Mnemosine, Parallelo tra la letteratura e le arti visive, Milano, Mondadori, 1971; Marucci F., “Alcune riflessioni sul ritrattismo letterario”, in Comparatistica, VIII (1997), pp. 17- 26; Benedetti M.T., Dante Gabriel Rossetti, Charta, 1999; Spinozzi P., Sopra il reale, osmosi interartistiche nel Preraffaellismo e nel Simbolismo inglese, Firenze, Alinea, 2005; Mazzara F., Parole in cornice. Le traduzioni artistico-letterarie di Dante Gabriel Rossetti, Catania, Bonanno (in corso di pubblicazione). nella produzione di Rossetti va considerata essenzialmente come esemplificazione alta dell’urgenza ecfrastica che caratterizzò buona parte della sua produzione poetica, sia che le due espressioni artistiche convivessero in un unico spazio creativo, sia che rappresentassero semplicemente l’una la metamorfizzazione dell’altra. Qualunque fosse la ragione celata dietro questa pratica intermediale, le opere doppie di Rossetti restano dei momenti unici di genialità artistica che pongono l’osservatore-lettore di fronte ad una sfida ogni volta nuova. Il ricettore può decidere di “leggere” i suoi dipinti attraverso le chiavi interpretative di Rossetti, i suoi messaggi verbali, oppure perdersi nei giochi interpretativi suggeriti dallo sguardo misterioso e penetrante delle muse rossettiane – giganti di sensualità.
Mio caro Watts,
Avevo in qualche modo eliminato una coppia di sonetti che illustrano la Sfinge. Se dovessi usare il disegno introduci per favore i sonetti o scrivi almeno qualcosa che sembri spiegarlo.
Affettuosamente tuo,
D. G. Rossetti@Doughty, O., Wahl, J. R., a cura, Letters of Dante Gabriel Rossetti, 1828-1882. Oxford, Clarendon, 4 voll., 1965-67. vol. IV, p. 71.
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Genette parla dell’importanza che una lettera riveste nell’interpretazione di un’opera dell’autore:
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Niente di più vero nel caso di Rossetti, per il quale la comunicazione epistolare rappresentava una forma di appendice alla sua arte. La corrispondenza che quotidianamente Rossetti teneva con amici, amanti, parenti, artisti, committenti e collaboratori è dimostrata ampiamente dall’interesse che lo studioso William E. Fredeman, vi riservò, dedicando alla raccolta di queste lettere più di 15 anni e pianificando una pubblicazione in nove volumi, di cui finora hanno visto la luce soltanto i primi sette, iniziati a pubblicare solo dopo la sua morte avvenuta nel 1999 @Il progetto prevedeva una pianificazione di questo tipo: volumi 1 e 2, The Formative Years: Charlotte Street to Cheyne Walk (1835-1862), pubblicati presso la casa editrice D. S. Brewer di Cambridge, nel 2002; volumi 3-5, The Chelsea Years: Prelude to Crisis (1863-1882); volumi 6-9, The Last Decade: Kelmscott to Birchington (1873-1882). Si tratta di un progetto monumentale che conta circa 5800 lettere, esattamente il doppio rispetto alla prima raccolta delle lettere di Rossetti curata da Oswald Doughty e John Robert Wahl, pubblicata tra il ’65 e il ’67, edizione priva di un indice e con diverse imprecisioni..
Fredeman definisce le lettere di Rossetti come:
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Già ad una prima lettura di queste lettere, ci si accorgerà della ricorrenza di alcune tecniche ecfrastiche impiegate da Rossetti.
Un altro importante momento di autorappresentazione e di commento alla propria pratica artistica è la già menzionata lettera a Gordon Hake (13), in cui si legge:
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La particolarità di questa ekphrasis è data dal fatto che, in realtà, dichiara di non voler adempiere alla sua funzione, quella cioè di descrivere: «non azzarderò nessuna descrizione», così scrive Rossetti. Dinanzi a tanta potenza e bellezza di immagine, la parola non basta, poiché non sarebbe in grado di tradurre quel turbinio di emozioni che un’immagine così gloriosa e perfetta provoca a chi la osserva. In realtà, in questo caso Rossetti si serve di una vera e propria preterizione, dichiara cioè di non volere descrivere un dipinto di cui poi delinea in realtà «la perfezione dello stile e perfino del disegno, la sorprendente finitura, la gloria del colore, ma soprattutto il puro sentimento religioso e la poesia estatica». Manca, è vero, la descrizione dell’azione, il testo non è mimetico rispetto alla rappresentazione visiva – come avviene in quasi tutte le altre ekphraseis rossettiane contenute in queste lettere – ma l’enargeia della parola stimola l’occhio della mente ad immaginare una figurazione sublime che trasmetta all’uomo «un’estrema vergogna per la sua inferiorità».
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(1) L’adolescenza della Vergine Maria
Caro Signor Lyell,
[…] Il caloroso interesse che avete sempre gentilmente mostrato per i miei studi mi ha indotto a credere che possa non esserVi del tutto indifferente sapere del successo del dipinto che sto preparando per la mostra del prossimo anno, e che per questo vi descriverò. Appartiene a quella categoria religiosa che mi è sempre parsa la più efficace ad attirare l’interesse dei membri di una comunità Cristiana. Il soggetto è l’educazione della Vergine Benedetta, già trattato in diversi momenti da Murillo e da altri pittori, anche se – non posso fare a meno di dire – in maniera molto inadeguata, giacché l’hanno invariabilmente rappresentata mentre legge un libro sotto la sorveglianza di sua Madre, Sant’Anna; un’occupazione ovviamente incompatibile con quell’epoca e che potrebbe passare se trattata in modo puramente simbolico. Volendo, dunque, tentare qualcosa di più credibile e allo stesso tempo più originale, ho rappresentato la futura madre di Nostro Signore occupata nel ricamo di un lillà, sempre sotto la direzione di Sant’Anna; Il fiore che lei sta copiando è sorretto da due piccoli angeli. Sullo sfondo, attraverso una grande finestra (o apertura), s’intravede suo padre, San Gioacchino, potare il rampicante. Ci sono diversi ornamenti simbolici che non è necessario descrivere. Ho già fatto diversi studi a pastello per il dipinto, oltre al disegno per la composizione, ma le uniche parti finora dipinte sulla tela sono lo sfondo (che non ammette ritardi per le ragioni cui ho fatto accenno) e una parte della figura della Vergine Benedetta, per la quale posa Cristina, il cui aspetto è particolarmente adatto al mio scopo. […] Ho inoltre dedicato molte serate alla traduzione della Vita Nuova di Dante, che ho completato di recente poiché vorrei utilizzarla per accompagnare una serie di disegni cominciati originariamente per illustrare quell’opera. […] Sin da quando ho letto la Vita Nuova ho sempre pensato si trattasse di un’opera capace di offrire incredibili opportunità d’illustrazione pittorica, un’impresa che adesso mi sento pronto ad intraprendere.
Rimango, come sempre,
il vostro più grato figlioccio
G. C. D. Rossetti @Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, Cambridge, D. S. Brewer, vol. 1, The Formative Years, 1835-1862, I. 1835-1854, p. 76. La lettera fu inviata da Rossetti al suo padrino Charles Lyell, per il quale Rossetti dipinse L’adolescenza delle Vergine Maria..
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(2) Concerto Campetre
Parigi, Rue Geoffroy Marie 4/Faubourg Montmartre
Caro William,
[…] Ci sono poche altre cose al Louvre a parte quelle che ti ho già menzionato nella mia ultima missiva. C’è però una bellissima testa realizzata da Raffaello, un’altra molto bella di non so chi, e una pastorale – o meglio una specie di pastorale – di Giorgione, così incredibilmente raffinata che ho voluto assecondare il mio desiderio di sedermi di fronte ad essa per scriverne un sonetto. In realtà devi avermi già sentito entusiasta dell’incisione di questo dipinto che immagino abbia visto anche tu. Da un lato c’è una donna nuda che immerge una brocca di vetro in un pozzo; al centro due uomini e un’altra donna nuda che sembra abbiano temporaneamente cessato di suonare i loro strumenti. Ecco qui il mio sonetto:
Over the vessel’s mouth still widening,
Listlessly, dipped to let the water in
With low vague gurgle. Blue, and deep away,
The heat lies silent at the brink of day.
The hand trails weak upon the viol-string
That sobs; and the brown faces cease to sing,
Mournful with complete pleasure. Her eyes stray
In distance; through her lips the pipe doth creep
And leaves them pouting; the green shadowed grass
Is cool against her naked flesh. Let be:
Do not now speak unto her lest she weep,
Nor name this ever. Be it as it was:
Silence of heat, and solemn poetry[…] @Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 1, p. 114. La lettera fu inviata al fratello William Michael Rossetti durante il suo viaggio a Parigi compiuto nel 1849 assieme al confratello Holman Hunt. Il sonetto intitolato For a Venitian Pastoral by Giorgione (in the Louvre) fu pubblicato in questa prima versione nel numero 4 della rivista The Germ (30 aprile 1850), e, dopo alcune revisioni, nella raccolta di poesie del 1870. Di seguito la traduzione italiana del sonetto riportato nella lettera: «Acqua per il tormento del solstizio, – si,/attraverso la bocca del vaso aperta /Languidamente immersa per lasciare entrare l’acqua /Con un delicato gorgogliare. Blu, e profondamente distante/I’arsura al calar del giorno giace silente/La mano indugia debole sulla corda del liuto/Che geme; e I volti imbruniti cessano di cantare,/Resi tristi dalla pienezza del piacere. I suoi occhi vagano/Nel vuoto; cade lo zufolo dalle sue labbra /lasciandole imbronciate; mentre il verde ombroso/è fresco contro la sua carne nuda. Lascia che sia:/Non parlate, per paura che pianga/Ne nominatele ciò mai. Che sia com’era:/Il silenzio della calura, e solenne poesia» (trad. it. mia)..
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3) Il matrimonio mistico di San Caterina
25 ott. [1849]
Caro Confratello
[…] Oggi credo abbiamo visto quasi tutto ciò che di più rilevante c’è a Bruges; ma ti assicuro che vorremmo rivedere quasi tutto. Questo è il luogo più affascinate, il più straordinariamente bello tra quelli visitati finora. Ci sono alcuni incomparabili esempi di architettura, e molto poco o quasi nulla di Rubens. Ma le cose migliori viste sono le miracolose opere di Memling e Van Eick. Il primo è così potente da averci impressionato – dimostrando forse di essere superiore perfino a Van Eick. Di certo lo era intellettualmente e tecnicamente era altrettanto preparato. La sua più illustre produzione è un ampio trittico nell’ospedale di San Giovanni i cui pannelli rappresentano: il primo, La decollazione di San Giovanni Battista; il secondo, Il matrimonio mistico di Santa Caterina con l’infante Salvatore, e il terzo, La visione di San Giovanni Evangelista a Patmos. Non azzarderò nessuna descrizione; ti assicuro che la perfezione dello stile e perfino del disegno, la sorprendente finitura, la gloria del colore, ma soprattutto il puro sentimento religioso e la poesia estatica di questi lavori non è immaginabile, né descrivibile. Persino nell’osservarli, la mente è inizialmente disorientata da una tale completezza divina, che soltanto dopo un po’ può tentare di indagare sulle cause di questo sgomento misto ad ammirazione e dunque ritrovare queste sensazioni così accresciute, che l’ultima impressione lasciatagli è un’estrema vergogna per la sua inferiorità […].
I tuoi affezionati Confratelli
D. G. R. W. H. H.” @Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 1, p. 128. La lettera, firmata a due mani (Rossetti e Hunt) fu scritta durante la visita a Bruges e inviata al confratello pittore James Collinson..
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(4) Giotto che dipinge il ritratto di Dante
Blackfriars Bridge
Sabato, 1 gennaio 1853
Mio caro Woolner,
[…] Ci sono due miei schizzi danteschi esposti alla mostra invernale di Pall Mall – uno dei quali fatto a Highgate, come ricorderai, e un altro, che spero di dipingere un giorno o l’altro, intitolato La giovinezza di Dante. L’episodio centrale è uno dei miei vecchi temi, Giotto che dipinge Dante, trattato però in modo abbastanza diverso da quanto ti sarà capitato di vedere finora, con le figure di Cimabue, Cavalcanti, Beatrice e alcune altre donne. Illustra un passo de Il Purgatorio che tu forse conosci, dove Dante parla di Cimabue, Giotto, dei due Guido (Guinicelli e Cavalcanti, l’ultimo dei quali è rappresentato mentre recita ad alta voce le poesie dell’altro che a quel tempo era già morto) e implicitamente di se stesso. Per introdurre la figura di Beatrice, che assieme alle altre donne (di cui si intravedono solo le teste sotto l’impalcatura) è in processione verso la chiesa, cito un passo dalla Vita Nuova. In questo modo ho rappresentato tutte le dimensioni più influenti della giovinezza di Dante – Arte, Amicizia e Amore – con una vicenda reale che le incorpora tutte. Credo che la combinazione sia la migliore mai riuscitami per illustrare questo momento della vita del poeta, e anche il disegno è certamente tra i più belli che abbia mai realizzato […]
Rimango sempre,
Il tuo affezionato amico
D. G. Rossetti@Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 1, p. 224. La lettera è indirizzata allo scultore e poeta preraffaellita Thomas Woolner.
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(5) Ritrovata
Caro Hunt,
[…] Per quanto mi riguarda posso aggiornarti solo su un’immagine che ho appena iniziato – in realtà considerato tutto, dovrei dire che è ad uno stadio piuttosto avanzato; ma si tratta solo di una piccola immagine. Ho disegnato il soggetto prima che tu lasciassi l’Inghilterra, e sono certo che chiunque lo vedrà, quando (e se) sarà completato, lo considererà un seguito del tuo Il risveglio della coscienza; ma non certo tu, che sai bene da quanto tempo abbia in mente soggetti che vanno verso questa direzione. Il quadro rappresenta una strada londinese all’alba, con i lampioni ancora accesi lungo un ponte rappresentato sullo sfondo a distanza. Un mandriano ha lasciato il suo carro in mezzo alla strada (sul carro vi è un agnellino belante imbracato nella via per il mercato) e ha rincorso per un tratto una ragazza che gli è passata davanti mentre vagabondava per strada. L’ha appena raggiunta e lei, riconoscendolo, si è accasciata per la vergogna sulle ginocchia contro il muro di un cimitero sopraelevato che si vede in primo piano. Lui sta in piedi tenendole le mani, e gliele prende tra lo smarrimento e l’esitazione, attento a non ferirla. Questi sono gli elementi principali rappresentati nell’immagine che si intitolerà Ritrovata, per la quale mia sorella Maria ha trovato un bellissimo verso di Geremia: “Mi ricordo di te, dell'affetto della tua giovinezza, dell'amore al tempo del tuo fidanzamento”. Non credi si adatti perfettamente? […].
Tuo affettuosamente,
D. G. Rossetti @ Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 2, The Formative Years, 1835-1862, II. 1855-1862, p. 13. La lettera fu inviata al confratello Holman Hunt – autore del quadro Il risveglio della coscienza cui Rossetti fa riferimento nella missiva – probabilmente a Gerusalemme dove Hunt si trovava in quegli anni..
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(6) La Pasqua ebraica nella Sacra Famiglia
Caro Patmore
[…] Sono abbastanza ostinato da non rinunciare alla speranza che la Pasqua ebraica possa piacerLe adesso più di allora. Forse ho finora troppo insistito nel descriverne i dettagli simbolici, facendola apparire ancora più incompleta di quanto non lo sia davvero. Se riuscirà, una volta portata a termine, l’aspetto interessante di quest’immagine consisterà nella rappresentazione di un evento che doveva avere luogo ogni anno nella Sacra Famiglia, e che, io penso, mostra il suo significato completamente e in modo diretto – e non come Lei afferma “a distanza” – ma già ad una prima occhiata, attraverso quell’unico sacrificio che rappresenta anche l’altro. La sua autenticità è data dall’incidente stesso non meno che dal fatto di essere un tema delle Scritture. A tal proposito, credo potrà constatare lei stesso che questo disegno differisce completamente da quello di Herbert di qualche anno fa, o da quello più recente di Millais, o ancora da quelli di molti altri pittori antichi e moderni che vengono associati a questo soggetto pittorico per il semplice fatto di essere delle illustrazioni della vita di Cristo “sotto la tutela dei Suoi genitori”; ognuno di questi, in realtà, che io ricordi, è solo una perfetta e spesso superficiale invenzione del pittore, in cui il simbolismo non è realmente inerente all’evento, ma solo suggerito o suggeribile, e fa in modo piuttosto che l’evento si adegui ad esso. In ogni caso, temo di non avere il diritto di annoiarla con tante giustificazioni riguardo il mio disegno, soprattutto perché l’immagine non è ancora completa […].
Sinceramente Vostro
D. G. Rossetti @Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 2, p. 73. La lettera fu inviata al poeta Coventry Patmore il quale si era precedentemente espresso su questo quadro con Ruskin, vero committente dell’opera: «il simbolismo è troppo distante e oscuro per colpirmi efficacemente»..
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(7) Bocca Baciata
Mio caro Scott,
[…] Ho di recente dipinto una mezza figura ad olio che mi piacerebbe vedessi, poiché ho fatto lo sforzo di evitare ciò che ritengo essere un mio insistente vizio – in realtà piuttosto comune a tutta la pittura preraffaellita – ovvero quello di utilizzare l’incisione a retino per la rappresentazione dell’incarnato. Stavolta ho cercato di tenermi a distanza da questa tecnica e adesso sono impaziente di dipingere, quando avrò tempo e modo, varie figure di questo tipo, soprattutto per esercitarmi rapidamente nella rappresentazione pittorica dell’incarnato […] @Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 2, pp. 276-277. La lettera fu inviata il 13 novembre del 1859 a William Bell Scott, poeta e pittore scozzese e amico personale di Rossetti..
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(8) Cassandra
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(9) Il saluto di Beatrice
16 Cheney Walk
Chelsea
Caro Sig. Gambart
[…] In risposta alla Vostra richiesta, Le invio la descrizione di due grandi schizzi ad olio, incorniciati insieme e intitolati, Il saluto di Beatrice in terra e in cielo.
Il soggetto di sinistra rappresenta il primissimo incontro fra Dante e Beatrice a Firenze, dopo che entrambi hanno raggiunto l’età adulta. La vicenda è descritta nella Vita Nuova di Dante e la citazione posta sopra il mio dipinto recita (in inglese), “Questa mirabile donna apparve a me vestita di colore bianchissimo, in mezzo a due gentil donne, le quali erano di più lunga estate”. Il verso sotto, invece, è preso da uno dei sonetti contenuti nella Vita Nuova: “Ne li occhi porta la mia donna Amore”.
Tra i due soggetti, la figura dipinta in oro sulla cornice rappresenta Amore che tiene in mano una meridiana, con l’ombra che indica la nona ora, la stessa in cui, come ci dice Dante, Beatrice muore il 9 luglio del 1290; la data è inscritta sopra. Amore sta spegnendo la sua torcia come simbolo della morte di Beatrice. Sotto vi è inciso il messaggio di Geremia che Dante cita in latino nella Vita Nuova, dove parla del grande dolore per la morte di Beatrice: “Quomodo sedet sola civitas plena popolo!” La figura di Amore, dunque, rappresenta la morte di Beatrice che ha luogo nel passaggio fra i due soggetti.
Il secondo soggetto rappresenta l’incontro in Paradiso di Dante e Beatrice, dopo la sua morte, come lui la descrive nel trentesimo Canto della seconda parte della Divina Commedia. La scritta sopra recita: “Sovra candido vel cinta d’uliva donna m’apparve, sotto verde manto vestita di color di fiamma viva”. Il verso inscritto sotto riporta le parole che Beatrice gli rivolge: “Guardaci ben! Ben son, ben son Beatrice!”. Nel dipinto Dante ha appena allontanato il volto dalle mani in cui l’aveva nascosto, per guardare Beatrice mentre questa si solleva il velo. I soggetti prendono ispirazione da quelli reali e non da quelli allegorici della storia d’amore di Dante. L’intera Vita Nuova è stata da me tradotta e pubblicata in The Early Italian Poets. […]
Vostro Sinceramente
D. G. Rossetti @Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 3, The Chelsea Years, 1863-1872, I. 1863-1867, pp. 72-73. La lettera fu inviata a Ernest Gambart, noto editore e mercante d’arte, il quale commissionò e acquistò molte opere di Rossetti..
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(10) La stirpe di Davide
Mia cara zia,
Qualche giorno fa ho finito e spedito a Llandaff il quadro Davide nelle vesti di pastore, completando così il Trittico che ho dipinto come pala d’altare della Cattedrale, e che nell’insieme è intitolato la stirpe di Davide. Questo dipinto intende rappresentare la discendenza umile e potente di Cristo riunite nella persona di Davide, che fu sia Pastore che Re, e l’adorazione di Cristo da parte del potente e dell’umile – un Re e un Pastore – il giorno della sua nascita. Nel pannello centrale (che non ricordo se l’abbiate mai visto, ma certamente non finito) un Angelo è rappresentato mentre conduce il Pastore e il Re nella mangiatoia, in adorazione ai piedi di Cristo che si trova in braccio a sua madre. La Vergine porge la mano di Cristo al Pastore e il piede al Re per essere baciati, mostrando così a Cristo la superiorità dell’umiltà sulla grandezza; l’uno depone ai piedi del Salvatore il suo pastorale, l’altro la sua corona. Tutt’attorno alla stalla c’è un’apertura, attraverso la quale alcuni Angeli guardano dentro, mentre altri suonano degli strumenti nell’altana sovrastante. Questo per quanto riguarda il pannello di centro.
I due pannelli laterali mostrano da un lato Davide nelle vesti di Pastore con la fionda in mano che avanza e mira verso Golia, mentre le truppe d’Israele osservano il combattimento da dietro una trincea, dall’altro Davide nelle vesti di Re mentre suona l’arpa.
Le tre immagini sono incorniciate da un muro di pietra della Cattedrale che, essendo bianco, deve compromettere molto l’effetto; al più presto andrò per dare alcune direttive sulla decorazione della cornice. Un giorno le chiederò in prestito per esporle a Londra, quando mi deciderò a raccogliere tutte le mie opere per una mostra, cosa che mi piacerebbe fare prima o poi, spero non troppo tardi, ma certamente non prima di uno o due anni. Sto pensando di inscrivere qualche frase coincisa sulla muratura in pietra che incornicia le immagini per dare un’idea del loro significato. Immaginavo qualcosa del genere:
(1) Cristo disceso da Davide il Pastore
(2) e anche da Davide il Re, essendo nato nobile e umile.
(3) Il Pastore depone il suo bastone e il re la sua corona,
(4) qui ai piedi di Cristo il nobile e l’umile si prostrano.
Non pensate possa aiutare l’osservatore? […]
Il Vostro più affezionato nipote
D.G. Rossetti @Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 3, pp. 161-62. La lettera fu scritta e inviata alla zia Charlotte Lydia Polidori, dalla quale Rossetti ricevette un costante aiuto economico per supportare la sua attività artistica..
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(11) Maria Maddalena alla porta di Simone il fariseo
Il suo amante e una donna l’hanno seguita mentre si allontanava dalla processione e divertiti cercano di farla tornare indietro. La donna le sbarra col braccio l’accesso alla casa. Quelli nel gruppo dei festanti più vicini a Maddalena si sono arrestati bruscamente meravigliati e la stanno osservando, mentre una piccola mendicante offre loro dei fiori dalla sua cesta. Una ragazza vicina alla testa della processione si è accorta di Maria e agita una ghirlanda per farla voltare. Oltre questa, la stretta via finisce in una strada e in un fiume. La ragazzina seduta sui gradini è una piccola mendicante che ha con sé del cibo ricevuto dagli abitanti della casa, ed è sorpresa di vedere Maria entrare là, conoscendo la sua fama in città. Simone la guarda con disgusto, e il servo che sta poggiando un piatto sul tavolo sorride, poiché la conosce anche lui. Cristo guarda dalla finestra in direzione di Maria, aspettando che possa raggiungerlo. Un cerbiatto bruca la pianta rampicante del muro attraverso cui si scorge anche Cristo, mentre alcuni polli si radunano per condividere la cena della giovane mendicante; qui si potrebbe trovare una sorta di corrispondenza alle parole di Cristo: “Ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli” @ Citata in Surtees, V., The Paintings and Drawings of Dante Gabriel Rossetti (1828-1882). A Catalogue Raisonné, 2 voll., Oxford, Clarendon, 1971, vol. I. p. 62. La lettera fu inviata alla signora Clapburn nel luglio del 1865 e la descrizione si riferisce in realtà ad una replica ad olio che la donna commissionò a Rossetti nel 1863, ma che non fu mai portata a termine..
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(12) Amleto e Ofelia
16 Cheyne Walk
Chelsea
Cara Sig.ra Lewes
[…] In Amleto ho voluto raffigurare simbolicamente il personaggio e la situazione, oltre che l’incidente. Forse, dopo tutto, sarebbe stata meglio un’illustrazione più semplice. Temo che persino i più attenti osservatori possano trovarla confusa and intricata. Per quanto riguarda l’azione drammatica, ho voluto rappresentare Amleto che giunge infuriato e parla bruscamente, inginocchiato su uno dei piccoli banchi, mentre fa a pezzi le rose piantate in un vaso posto all’angolo – a mala pena consapevole di quello che dice e che fa, e con le braccia distese lungo il bordo del paravento intarsiato. Ofelia è stanca di parlare e si limita ad ascoltarlo, porgendogli le lettere e i regali che intende restituirgli. […].
Sinceramente Vostro
D G Rossetti @Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 4, The Chelsea Years, 1863-1872, II. 1868-1870, p. 371. La lettera fu inviata a Mrs. G. H. Lewes (George Eliot)..
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(13) Donna Lilith
Scalands/Robertsbridge/Hawkhurst
Caro Dr. Hake
Mi fa piacere sapere che le poesie Le siano piaciute tanto! Sono convinto di essere principalmente un poeta (entro i limiti delle mie facoltà) e che siano le mie tendenze poetiche a dare valore ai miei dipinti; solo perché la pittura, diversamente dalla poesia, è un mezzo di sostentamento, ho espresso la mia arte poetica principalmente in quella forma; […] Molti dei miei dipinti sono solo un mezzo per guadagnarmi da vivere, mentre i miei versi, non avendo fini economici, sono rimasti incorrotti. Mi ha chiesto di Lilith – immagino si riferisca al quadro-sonetto. Il quadro è intitolato in realtà Lady Lilith (anche se ho la sensazione che questo titolo costituirà un problema quando si troverà stampato senza l’immagine che lo spiega), e rappresenta una moderna Lilith mentre si pettina la massa di capelli color oro e si guarda allo specchio con quella tipica ammaliante aria assorta capace di attirare gli altri nella sua cerchia. L’idea che lei mi ha suggerito (quella del pericoloso principio dell’origine femminile del mondo) costituisce in un certo senso la nozione centrale del sonetto. Penso che il poema Jenny, Un’ultima confessione e La casa della vita siano le cose per le quali vorrei essere conosciuto. In modo particolare spero non si pensi mai che la mia poesia sia il risultato di tendenze pittoriche, in verità credo che nessuna arte poetica più della mia sia libera dall’artificio di ciò che chiamano “la pittura di parola”. Come con le forme ricreate in pittura, così in poesia vorrei principalmente avere a che fare con emozioni personificate; e nell’eseguire il mio schema de “La casa della vita” (semmai lo farò) proverò a mettere in pratica una completa dramatis personae dell’anima.
Sinceramente Vostro D G Rossetti@Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 4, p. 449-50. La lettera fu inviata al poeta George Gordon Hake, che di lì a poco sarebbe diventato amico fraterno di Rossetti.
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(14) Beata Beatrix
[19 maggio 1863]
Mia cara Sig.na Heaton
Da quando Vi ho incontrata ho riflettuto sulla Vostra richiesta e ho pensato ad un soggetto dantesco che da tempo intendevo realizzare, ma che non mi sovvenne quando ne parlammo, probabilmente perché di recente non ho avuto a che fare con l’opera di Dante.
Questo disegno dovrebbe rappresentare Beatrice seduta vicino ad una meridiana, l’ombra della quale cade sulla nona ora. Voi ricorderete probabilmente il modo singolare in cui Dante insiste nella Vita Nuova sul numero nove in connessione a Beatrice. Lui la incontra quando ha appena nove anni, lei muore alle 9 del 9 giugno del 1290. Di questo è stato detto molto, e lui stesso dichiara che lei è stata per lui un “nove”, il numero perfetto, o il simbolo della perfezione. Lo sfondo dell’immagine dovrebbe essere costituito da un paesaggio, in cui inserire, sulla scia degli antichi pittori italiani, scene prese da Dante e collegate al soggetto principale.
Pensa che le potrebbe piacere della stessa dimensione di Giovanna d’Arco?
Vostro Sinceramente
DGRossetti@Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 3, p. 51. La lettera fu scritta a Ellen Heaton, amica dei Browning, di Ruskin e della famiglia Rossetti. La donna acquistò alcune opere di Rossetti.
Kelmscott, Lechlade
11 marzo 1873
Mio caro Graham,
Spero possiate cortesemente perdonare tutto questo ritardo nel mandarvi Beata Beatrix, ma Vi posso assicurare che il dipinto ne ha giovato, essendo state gradualmente apportate modifiche di vario tipo che hanno richiesto del tempo. Confido nel fatto di spedirVi il quadro domani (mercoledì) con il treno passeggeri, e mi piacerebbe ricevere notizie riguardo il suo arrivo incolume.
L’immagine non deve, in nessun modo, essere vista come la rappresentazione dell’evento della morte di Beatrice, bensì come l’idealizzazione del soggetto, simboleggiato da un trance o da un’improvvisa trasfigurazione spirituale. Beatrice è visibilmente rapita dal Paradiso, quasi vedesse attraverso le sue palpebre chiuse (come dice Dante alla fine della Vita Nuova): “Colui che è benedetto attraverso tutte le età”, e in segno del supremo cambiamento, l’uccello radioso, un messaggero di morte, lascia cadere il papavero bianco tra le sue mani aperte. Sullo sfondo la Città, come dice Dante, “siede solitaria” in lutto per la morte di Beatrice; e per le sue strade si vede passare lo stesso Dante mentre volge lo sguardo verso il lato opposto verso la figura di Amore, nelle cui mani oscilla come una fiamma la vita declinante della sua donna. Sulla meridiana posta di fianco a Beatrice, l’ombra cade sulle nove, numero che Dante collega misticamente e in varie occasioni a lei e alla sua morte. La data sotto la predella (31 marzo 1300) è quella dell’incontro tra Dante e Beatrice nel Giardino dell’Eden (Purg. C. 30, o 31) – così almeno risulta, calcolandola in base al piano del poema. Le parole, “Veni, Sponsa De Libano” sono cantate durante quell’incontro dalle donne del seguito di Beatrice […].
Sempre Vostro affezionato
D. G. Rossetti @Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, n. 73.75, ottenuta per gentile concessione di Jerome McGann. La lettera è indirizzata a William Graham, il quale commissionò e acquistò la copia del 1871 di Beata Beatrix, caratterizzata dall’aggiunta di una predella in basso, che rappresenta una scena de Il Purgatorio di Dante..
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(15) La domanda (la Sfinge)
“E gli occhi fissavano eternamente invano
quelli impietosi del Fato” @Bryson, J., Camp Troxell, J., a cura, Dante Gabriel Rossetti and Jane Morris: Their Correspondence, Oxford, Clarendon, 1976, pp. 37-38. La lettera fu inviata il 10 marzo 1875 a Jane Burden Morris, moglie di William Morris, modella e amante dello stesso Rossetti. Il verso riportato alla fine è quello della sua poesia The Cloud Confines, che, dopo numerose revisioni, confluì nella raccolta Ballads and Sonnets del 1881..
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(16) Proserpina, La Bella Mano, Dis Minibus, La Ghirlandata, Venus Astarte, La Domanda
Tuesday
Mio caro Stephens,
Penso che, per quanto possibile, queste debbano essere collocate insieme, anche se (in verità) andrebbero considerate solo come “una selezione” dei dipinti e dei disegni fatti di recente […].
Sempre tuo, D. G. R.
Le note sono materiale grossolano da usare come semplice promemoria.
P.S. Mi farebbe piacere se trovassi il modo di parlare del disegno La domanda, al quale, essendo uno dei miei preferiti, vorrei gli venisse dedicata maggiore attenzione, nella speranza di avere prima o poi la possibilità di dipingerlo. Ovviamente se i tuoi piani non dovessero corrispondere ai miei, asseconda pure la tua scelta. Ho pensato, in un secondo momento, fosse preferibile non inserire i sonetti. Dovremmo parlare di questo se ci vedremo, come spero.
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Proserpina
Afar away the light that brings cold cheer Unto this wall,—one instant and no more Admitted at my distant palace-door: Afar the flowers of Enna from this drear Cold fruit, which, tasted once, must thrall me here: Afar those skies from this Tartarean grey That chills me: and afar, how far away, The nights that shall be from the days that were. Afar from mine own self I seem, and wing 10 Strange ways in thought, and listen for a sign: And still some heart unto some soul doth pine, (Whose sounds mine inner sense is fain to bring, Continually together murmuring,) “Woe's me for thee, unhappy Proserpine!” |
Proserpina
Lungi è la luce che in sù questo muro Rifrange appena, un breve istante scorta Del rio palazzo alla soprana porta: Lungi quei fiori d'Enna, O lido oscuro, Dal frutto tuo fatal che omai m'è duro. Lungi quel cielo dal tartareo manto Che quì mi cuopre: e lungi ahi lungi ahi quanto Le notti che saràn dai dì che furo. Lungi da me mi sento; e ognor sognando 10 Cerco e ricerco, e resto ascoltatrice; E qualche cuore a qualche anima dice,— (Di cui mi giunge il suon da quando in quando, Continuamente insieme sospirando,)— “Oimè per te, Proserpina infelice!” |
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La Bella Mano
O lovely hand, that thy sweet self dost lave In what thy pure and proper element, Whence erst the Lady of Love's high advènt Was born, and endless fires sprang from the wave;— Even as her Loves to her their offerings gave, For thee the jewelled gifts they bear; while each Looks to those lips, of music-measured speech The fount, and of more bliss than man may crave. In royal wise ring-girt and bracelet-spann'd, 10 A flower of Venus' own virginity, Go shine among thy sisterly sweet band; In maiden-minded converse delicately Evermore white and soft; until thou be, O hand, heart-handsel'd in a lover's hand. |
La Bella Mano O bella Mano, che ti lavi e piaci In quel medesmo tuo puro elemento Donde la Dea dell' amoroso avvento Nacque, (e dall' onda s'infuocar le faci Di mille inispegnibili fornaci):— Come a Venere a te l'oro e l'argento Offron gli Amori; e ognun riguarda attento Quel labbro, sponda, ahime! di voce e baci. Con dolce modo dove onor t'invii 10 Vattene adorna, e porta insiem fra tante Di Venere e di vergine sembiante; Umilemente in luoghi onesti e pii Bianca e soave ognora; infin che sii, O Mano, mansueta in man d'amante. |
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(17) Proserpina
È rappresentata in un cupo corridoio della sua reggia, con il frutto fatale in mano. Al suo passaggio un bagliore, proveniente da uno spiraglio aperto improvvisamente, illumina il muro alle sue spalle, accogliendo per un attimo la luce del mondo terreno; lei vi lancia uno sguardo furtivo, assorta nei suoi pensieri. L’incensiere le è accanto in quanto attributo di divinità. Il ramo d’edera sullo sfondo (ornamento decorativo al sonetto inscritto sulla targa) può essere considerato simbolo di una memoria intramontabile @ Citata in Sharp, W., Dante Gabriel Rossetti. A Record and a Study, New York, Ams Press, 1970, pp. 236-237. La lettera fu inviata nel 1878 a W. A. Turner, acquirente di una delle copie di Proserpina.[...]
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APPENDICE
(18) Il ritorno di Tibullo da Delia
Tibullo è accompagnato da una donna di colore che lo trattiene mentre entra, in modo che egli possa osservare Delia un momento prima che lei percepisca la sua presenza. Uno specchio di metallo riflette la luce della lampada posta sul lato opposto della stanza, e sui due lati della porta sono dipinte le figure di Amore e Notte@Citata in W.M. Rossetti, The Complete Works of Dante Gabriel Rossetti, 1911, pp. 605-606..
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(19) Il sogno di Dante
La camera dei sogni è cosparsa di papaveri; e su ogni lato del giaciglio rientrato si trovano due passaggi aperti che conducono a due scale, una porta sopra, l’altra sotto.
Presso queste scale si vedono volare due uccelli della stessa tonalità brillante di Amore – gli emblemi della sua presenza riempiono la casa. Da queste aperture, e anche sopra dal tetto scoperchiato si vedono le campane suonare per chiamare a raccolta i morti; e oltre a distanza si vede il mondo esterno della realtà – la città di Firenze che, come dice Dante, “siede solitaria” per la morte della sua donna. Sopra a tutto, gli angeli fluttuano verso l’alto, come nel suo sogno, “e una nuvoletta avean davanti” – una nuvola cui è data la stessa sembianza della bella Beatrice @Una parte di questa ekphrasis venne dapprima pubblicata nella rivista «The Athenaeum» (1 Nov. 1879), p. 567 e (20 August 1881), p. 250. La versione completa venne pubblicata nel catalogo curato dalla Walker Art Gallery, Liverpool Autumn Exhibition nel 1881..
D. G. R.
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Endnotes
1 Rossetti, W.M., Dante Gabriel Rossetti: His Family-Letters with a Memoir, London, Ellis, 1895, p. xii.
2 Ruskin, J. The Works of John Ruskin, a cura di E.T. Cooke e A. Wedderburn, 39 voll., London, G. Allen, 1903-12, vol. 12, pp 319-23; trad. it. di G. Leoni, Lettera indirizzata da John Ruskin al Direttore del Times e pubblicata sul numero del 13 maggio 1851, in J. Ruskin, Turner e i Preraffaelliti, Torino, Einaudi, 1992, p.14.
3 I Preraffelliti promossero una rivista che chiamarono The Germ, in cui fecero confluire la parallela produzione letteraria. The Germ raccolse, non a caso, le prime produzioni poetiche di Rossetti.
4 Fredeman, W. The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, Cambridge, D.S. Brewer, 2002, vol. I, p. 76, (trad. it. mia).
5 Ivi, vol. IV, p. 449, (trad. it. mia).
6 McGann J., Dante Gabriel Rossetti and the Game That Must Be Lost, New Haven, Yale UP, 2000, p. 73.
7 Riede, D., Dante Gabriel Rossetti and the Limits of Victorian Vision, Ithaca, Cornell UP, 1983, pp. 215-216. Riede osserva come questo sia riscontrabile soprattutto nei sonetti due dedicati ai dipinti di Memling, A Vergin and Child by Hans Memmeling in the Academy of Brudge e For a Marriage of St. Catherine, by the Same, in cui la parola “mistery” apre i sonetti, come a voler dimostrare l’impossibilità dell’interpretazione verbale.
8 McGann, J., Dante Gabriel Rossetti and The Game that Must be Lost, cit. p. 72 (trad. it. mia).
9 Per un approfondimento delle questioni relative alle “opere doppie” di Rossetti si rimanda ai già citati lavori di Jerome McGann (2000), autore dell’importantissimo archivio on-line interamente dedicato a Rossetti (The Rossetti Archive) di cui si consiglia la navigazione della sezione Double Works; allo studio di David Riede (1883), citato più volte; alla raccolta di saggi dedicati esplicitamente alle opere doppie di Rossetti e curata da Maryan Wynn Ainsworth (Dante Gabriel Rossetti and the Double Work of Art, New Haven, CT, Yale University Gallery, 1976); a svariati articoli pubblicati in influenti riviste come Victorian Poetry (Miller,-J.-Hillis, The Mirror's Secret: Dante Gabriel Rossetti's Double Work of Art, 29, 4, (1991 Winter) pp. 333-49; Golden, C., Dante Gabriel Rossetti's Two-Sided Art, 26, 4 (1988 Winter), pp. 395-402; Goldberg, G. L., Rossetti's Sonnet 'On a Virgin and Child by Hans Memling’: Considering a Counterpart, 24 (Winter 1986), pp. 229-243; Leggett, B., A Picture and its Poem by Dante Gabriel Rossetti, 11 (1973), pp. 241-246); In ambito italiano, vale la pena citare gli studi di Praz M., Mnemosine, Parallelo tra la letteratura e le arti visive, Milano, Mondadori, 1971; Marucci F., “Alcune riflessioni sul ritrattismo letterario”, in Comparatistica, VIII (1997), pp. 17- 26; Benedetti M.T., Dante Gabriel Rossetti, Charta, 1999; Spinozzi P., Sopra il reale, osmosi interartistiche nel Preraffaellismo e nel Simbolismo inglese, Firenze, Alinea, 2005; Mazzara F., Parole in cornice. Le traduzioni artistico-letterarie di Dante Gabriel Rossetti, Catania, Bonanno (in corso di pubblicazione).
10 Doughty, O., Wahl, J. R., a cura, Letters of Dante Gabriel Rossetti, 1828-1882. Oxford, Clarendon, 4 voll., 1965-67. vol. IV, p. 71.
11 W.J.T. Mitchell espone questo concetto nel suo Picture Theory, Essays on Verbal and Visual Representation, Chicago, Chicago UP, 1994.
12 University of Chicago Press, 1958; Spitzer L., “The Ode on a Grecian Urn”, in A. Hatcher, a cura, Essays on English and American Literature, Princeton, 1962, pp. 67-97; Krieger M., Ekphrasis. The Illusion of Natural Sign, Blatimore and London, The Johns Hopkins UP, 1991; Heffernan J., Museum of Words: The Poetry of Ekphrasis from Homer to Ashbery, Chicago, University of Chicago Press, 1993; Mitchell T., Picture Theory: Essays on Verbal and Visual Representation, Chicago, University of Chicago Press, 1994; Hollander J., The Gazer’s Spirit: Poems Speaking to Silent Works of Art, Chicago, 1995; Hamon P., La description littéraire: de l’antique à Roland Barthes, Paris, Seuil, 1991. Tra i contributi di Tamar Yakob dedicati all’ekphrasis si ricordano Pictorial Models and Narrative Ekphrasis, in «Poetics Today», 16 (1995), pp. 599-646; “The Ekphrastic Model: Forms and Functions”, in V. Robillard, E. Jongeneel, a cura, Pictures into Words, Theoretical and Descriptive Approaches to Ekphrasis, Amsterdam, VU UP, 1998; Interart Narrative: (Un)Reliability and Ekphrasis, in «Poetics Today», 21, 4 (Winter 2000). Tra i contributi italiani all’ekphrasis si segnalano i recenti studi di: Cometa M., Parole che dipingono, Roma, Meltemi, 2004; Mengaldo V., Tra due linguaggi, arti figurative e critica, Torino, Bollati Boringhieri, 2005; Eco U., Les sémaphores sous la pluie.
13 Lessing G. E., “Laokoon”, in Sämtliche Werke, Berlin, New York, de Gruyter, 1979, vol. XIII; trad. it. Laocoonte, Palermo, Aesthetica, 2000.
14 Barthes, R., L'obvie et l'obtus. Essais critiques III, Paris, Seuil, 1982; trad. it. L'ovvio e l'ottuso, Saggi critici III, Torino, Einaudi, 2001, p. 8.
15 Genette, G. Seuils, Paris, Ed. du Seuil, 1987; trad. it. Soglie. I dintorni del testo, Torino, Einaudi, 1989, p. 367.
16 Ivi, p. 368.
17 Il progetto prevedeva una pianificazione di questo tipo: volumi 1 e 2, The Formative Years: Charlotte Street to Cheyne Walk (1835-1862), pubblicati presso la casa editrice D. S. Brewer di Cambridge, nel 2002; volumi 3-5, The Chelsea Years: Prelude to Crisis (1863-1882); volumi 6-9, The Last Decade: Kelmscott to Birchington (1873-1882). Si tratta di un progetto monumentale che conta circa 5800 lettere, esattamente il doppio rispetto alla prima raccolta delle lettere di Rossetti curata da Oswald Doughty e John Robert Wahl, pubblicata tra il ’65 e il ’67, edizione priva di un indice e con diverse imprecisioni.
18 Fredeman, W., "Introduction" in Id. The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, vol. 1, p. xxvii (trad. it. mia).
19 Per un approfondimento della dimensione ritualistica della scrittura descrittiva e interpretativa di Rossetti si veda Stein, R. L., The Ritual of Interpretation, The Fine Art as Literature in Ruskin, Rossetti, and Pater, Cambridge Mass., London, Cambridge UP, 1975.
20 Cfr. P. Spinozzi, Sopra il reale. Osmosi interartistiche nel Preraffaellismo e nel Simbolismo inglese, Firenze, Alinea, 2005, pp. 119-120.
21 Per la differenza tra ekphrasis mimetica e ekphrasis nozionale, si veda Hollander,J., The Poetics of Ekphrasis, «Word and Image», 4, I (1988), pp. 209-219 e Id., The Gazer's Spirit: Poems Speaking to Silent Works of Art, Chicago, Chicago UP, 1995.
22 Flaxman, R.L., Victorian Word Painting and Narrative: Towards the Blending of Genres, Ann Arbor (Mich.), UMI Research Press, 1987, p. 10 (trad. it mia).
23 Mazzara, F., 'Rossetti's Letters:Intimate Desires and Sister Arts. «Interface» 28 (2008), pp. 115-124. In questo saggio vengono individuate tre fondamentali tecniche ecfrastiche utilizzare da Rossetti nelle sue lettere: “the performative technique” (tecnica performativa), “the expounding technique” (tecnica esplicativa) e “the revelatory technique” (tecnica rivelativa).
24 Ivi, p. 117: Si tratta della "expounding technique".
25 Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, Cambridge, D. S. Brewer, vol. 1, The Formative Years, 1835-1862, I. 1835-1854, p. 76. La lettera fu inviata da Rossetti al suo padrino Charles Lyell, per il quale Rossetti dipinse L’adolescenza delle Vergine Maria.
26 Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 1, p. 114. La lettera fu inviata al fratello William Michael Rossetti durante il suo viaggio a Parigi compiuto nel 1849 assieme al confratello Holman Hunt. Il sonetto intitolato For a Venitian Pastoral by Giorgione (in the Louvre) fu pubblicato in questa prima versione nel numero 4 della rivista The Germ (30 aprile 1850), e, dopo alcune revisioni, nella raccolta di poesie del 1870. Di seguito la traduzione italiana del sonetto riportato nella lettera: «Acqua per il tormento del solstizio, – si,/attraverso la bocca del vaso aperta /Languidamente immersa per lasciare entrare l’acqua /Con un delicato gorgogliare. Blu, e profondamente distante/I’arsura al calar del giorno giace silente/La mano indugia debole sulla corda del liuto/Che geme; e I volti imbruniti cessano di cantare,/Resi tristi dalla pienezza del piacere. I suoi occhi vagano/Nel vuoto; cade lo zufolo dalle sue labbra /lasciandole imbronciate; mentre il verde ombroso/è fresco contro la sua carne nuda. Lascia che sia:/Non parlate, per paura che pianga/Ne nominatele ciò mai. Che sia com’era:/Il silenzio della calura, e solenne poesia» (trad. it. mia).
27 Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 1, p. 128. La lettera, firmata a due mani (Rossetti e Hunt) fu scritta durante la visita a Bruges e inviata al confratello pittore James Collinson.
28 Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 1, p. 224. La lettera è indirizzata allo scultore e poeta preraffaellita Thomas Woolner.
29 Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 2, The Formative Years, 1835-1862, II. 1855-1862, p. 13. La lettera fu inviata al confratello Holman Hunt – autore del quadro Il risveglio della coscienza cui Rossetti fa riferimento nella missiva – probabilmente a Gerusalemme dove Hunt si trovava in quegli anni.
30 Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 2, p. 73. La lettera fu inviata al poeta Coventry Patmore il quale si era precedentemente espresso su questo quadro con Ruskin, vero committente dell’opera: «il simbolismo è troppo distante e oscuro per colpirmi efficacemente».
31 Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 2, pp. 276-277. La lettera fu inviata il 13 novembre del 1859 a William Bell Scott, poeta e pittore scozzese e amico personale di Rossetti.
32 Citata in Marillier H. C., Dante Gabriel Rossetti, Illustrated Memorial of his Art and Life, London, 1899, p. 108. La lettera fu inviata al Colonello William Gillum – filantropo e acquirente di molte opere di Rossetti, tra cui Cassandra – probabilmente nel 1861 assieme al disegno terminato in quello stesso anno.
33 Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 3, The Chelsea Years, 1863-1872, I. 1863-1867, pp. 72-73. La lettera fu inviata a Ernest Gambart, noto editore e mercante d’arte, il quale commissionò e acquistò molte opere di Rossetti.
34 Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 3, pp. 161-62. La lettera fu scritta e inviata alla zia Charlotte Lydia Polidori, dalla quale Rossetti ricevette un costante aiuto economico per supportare la sua attività artistica.
35 Citata in Surtees, V., The Paintings and Drawings of Dante Gabriel Rossetti (1828-1882). A Catalogue Raisonné, 2 voll., Oxford, Clarendon, 1971, vol. I. p. 62. La lettera fu inviata alla signora Clapburn nel luglio del 1865 e la descrizione si riferisce in realtà ad una replica ad olio che la donna commissionò a Rossetti nel 1863, ma che non fu mai portata a termine.
36 Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 4, The Chelsea Years, 1863-1872, II. 1868-1870, p. 371. La lettera fu inviata a Mrs. G. H. Lewes (George Eliot).
37 Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 4, p. 449-50. La lettera fu inviata al poeta George Gordon Hake, che di lì a poco sarebbe diventato amico fraterno di Rossetti.
38 Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, op. cit., vol. 3, p. 51. La lettera fu scritta a Ellen Heaton, amica dei Browning, di Ruskin e della famiglia Rossetti. La donna acquistò alcune opere di Rossetti.
39 Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, n. 73.75, ottenuta per gentile concessione di Jerome McGann. La lettera è indirizzata a William Graham, il quale commissionò e acquistò la copia del 1871 di Beata Beatrix, caratterizzata dall’aggiunta di una predella in basso, che rappresenta una scena de Il Purgatorio di Dante.
40 Bryson, J., Camp Troxell, J., a cura, Dante Gabriel Rossetti and Jane Morris: Their Correspondence, Oxford, Clarendon, 1976, pp. 37-38. La lettera fu inviata il 10 marzo 1875 a Jane Burden Morris, moglie di William Morris, modella e amante dello stesso Rossetti. Il verso riportato alla fine è quello della sua poesia The Cloud Confines, che, dopo numerose revisioni, confluì nella raccolta Ballads and Sonnets del 1881.
41 Fredeman, W. E., The Correspondence of Dante Gabriel Rossetti, n. 75. 93, ottenuta per gentile concessione di Jerome McGann. La lettera venne inviata all’amico Frederick G. Stephens il 10 Agosto 1875, con la precisa intenzione di fornirgli le descrizioni di alcuni suoi dipinti che Stephens avrebbe poi usato per il suo lavoro critico su Rossetti. I sonetti per Proserpina e La Bella Mano, confluirono – nella loro doppia versione, italiana e inglese – nella raccolta Sonnets and Ballads del 1881.
42 Citata in Sharp, W., Dante Gabriel Rossetti. A Record and a Study, New York, Ams Press, 1970, pp. 236-237. La lettera fu inviata nel 1878 a W. A. Turner, acquirente di una delle copie di Proserpina.
43 Citata in W.M. Rossetti, The Complete Works of Dante Gabriel Rossetti, 1911, pp. 605-606.
44 Una parte di questa ekphrasis venne dapprima pubblicata nella rivista «The Athenaeum» (1 Nov. 1879), p. 567 e (20 August 1881), p. 250. La versione completa venne pubblicata nel catalogo curato dalla Walker Art Gallery, Liverpool Autumn Exhibition nel 1881.
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"The Atheneum" http://www.rossettiarchive.org/docs/ap4.a85.1879a.rad
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"Il concerto campestre" http://www.rossettiarchive.org/docs/op38.rap
"For a Venetian Pastoral (in the Louvre)" http://www.rossettiarchive.org/docs/40-1849.sangms.rad#0.1
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"Dante Gabriel Rossetti: His Family-Letters with a Memoir" http://www.rossettiarchive.org/docs/pr5246.a43.radheader
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"Sonnets for Pictures" http://www.rossettiarchive.org/docs/8a-1850.raw
"The First Anniversary of the Death of Beatrice" http://www.rossettiarchive.org/docs/s58.rap
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